Come recuperare preventivi o form abbandonati da utenti anonimi

7 attività che vi permettono di migliorare le conversioni

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In questo articolo affrontiamo un problema spesso sottovalutato nell’ambito della marketing automation, ovvero del recupero del “preventivo abbandonato” o “form abbandonato”. I siti che presentano questi tipo di form perdono generalmente moltissime informazioni sugli utenti che anonimamente navigano il sito e non completano tutte le parti del modulo. Queste informazioni, grazie a sistemi evoluti di segmentazione, potrebbero invece essere utilizzate per personalizzare l’esperienza di navigazione degli stessi e riuscire così ad aumentarne il tasso di conversione

La sottovalutazione di questo aspetto è per lo più stata determinata da un vincolo tecnologico concreto, ovvero il fatto che se l’unico nostro canale di recupero di un form abbandonato è rappresentato dall’invio di un’email, evidentemente questo non può essere attuato con tutti quegli utenti che non si siano precedentemente registrati. Non potendo inoltre registrare le azioni degli utenti anonimi, abbiamo ben pochi dati su cui lavorare per migliorarne l’esperienza.

Potendo invece utilizzare un sistema in grado evoluto di marketing personalization, personalizzando anche l’esperienza in tempo reale di navigazione di questi utenti anonimi, saremo in grado di riconoscerli e mostrare loro messaggi e contenuti che migliorino le probabilità di una sua conversione, sfruttando anche le informazioni inserite prima dell’invio del form.

Vediamo quindi 7 attività che ci possono permettere di migliorare, grazie alla creazione di un’esperienza personalizzata, questi risultati:

  1. Segmentare gli utenti riconoscendo e distinguendo, anche tra gli anonimi, gli utenti con cui abbiamo già interagito dagli nuovi visitatori. Se si tratta di clienti passati o utenti che si fossero già registrati questi potranno essere re-ingaggiati sui diversi canali a nostra disposizione (Email, Sms, Social Ads, Google Adv etc.) tenendo conto in modo pertinente delle nuove informazioni raccolte. Che pagina stavano visitando? Per quale prodotto o servizio stavano richiedendo un preventivo? Che informazioni avevano effettuato nel form prima di abbandonarlo?
  2. Se dell’utente non abbiamo alcuna informazione pregressa potremo tentare, nel momento in cui abbandoni un form, di richiedere tramite un pop up la sola email così da poterlo contattare successivamente. E’ fondamentale quindi riuscire a segmentare in tempo reale chi abbia effettivamente abbandonato il form da chi invece l’abbia compilato.
  3. Sfruttiamo le informazioni inserite nel form prima di abbandonarlo per segmentare l’utente e sottoporgli contenuti personalizzati durante la navigazione sul sito. Questo tipo di personalizzazione è importante per convincere l’utente anonimo che siamo la soluzione ideale ad un suo problema, convincendolo quindi a fare il grande passo di registrarsi o richiedere un preventivo o contatto. Se volete approfondire questo tema vi consigliamo la lettura di questo articolo: Profilazione utenti anonimi e Inbound Marketing
  4. Nel caso in cui l’utente stia esitando a compilare il form e fossimo dotati di un sistema di live chat potremmo attivare in modo “push” la stessa mettendo quindi un nostro operatore in contatto con l’utente esitante. Spesso diamo per scontato che l’utente abbandoni il form perché non interessato ma in realtà può essere che una buona parte di questi lo faccia magari perché non in possesso di un’informazione necessaria al completamento del form.
  5. Riconoscere l’utente che ha abbandonato il preventivo e re-ingaggiarlo in modo personalizzato nelle visite successive. Il processo di acquisto di un cliente, così come la decisione di elaborare un preventivo, può richiedere più visite al nostro sito. Riconoscere l’utente che torna da noi, anche se anonimo, e personalizzare la sua navigazione con contenuti e messaggi mirati è fondamentale per aumentare la rilevanza delle informazioni che gli diamo e di conseguenza il percepito che egli avrà di noi.
  6. Mostrare un form semplificato a chi si è rifiutato di compilarne uno più complesso le volte precedenti.
    Con gli strumenti adatti è oggi possibile mostrare ai singoli utenti form diversi in modo dinamico, potremmo quindi ad esempio semplificare le informazioni richieste in prima battuta ad un utente che non avesse completato un form in precedenza. Meglio un contatto con meno informazioni di niente no?
  7. Raccogliere sugli utenti informazioni in modo spot attraverso i dynamic smart forms che ci permettano di reingaggiarli in modo personalizzato. Sfruttiamo form dinamici per raccogliere anche informazioni puntuali sull’utente, anche anonimo, questo potrebbe permetterci di sottoporgli un form di registrazione e contenuti o messaggi mirati che gli facciano comprendere che siamo realmente la soluzione più adatta alle sue esigenze. Se vuoi saperne di più, leggi questo articolo: Come profilare al meglio i tuoi utenti grazie a Form Smart e dinamici

Conclusioni

La raccolta di lead e preventivi è un’arte ma, senza i giusti strumenti, diviene una missione spesso lasciata al caso. La personalizzazione è la chiave per migliorare i nostri risultati ed ogni giorno passato mostrando a tutti il medesimo messaggio è un giorno perso.

Se volete interrompere questa perdita di informazioni e valore e generare un maggior numero di lead o preventivi contattateci e saremo lieti di darvi ulteriori consigli!

 

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