Marketing Automation e Facebook Audience. 5 Nuove idee da mettere in pratica (e una cosa che non farai mai più)

La marketing automation ci ha dato la grande opportunità di gestire in modo automatico la creazione di audience personalizzate su piattaforme terze. Sicuri che sia tutto qui? Partiamo da Facebook e vediamo come cambia il panorama, con l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale.

Sei un investitore su Facebook? Forse ti riconoscerai…

Da quando Facebook ha istituito le custom audience, c’è stata una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’advertising. Ogni marketer ha salutato con entusiasmo la possibilità di riconoscere i propri utenti all’interno delle piattaforme di parti terze, inizialmente importando il database proprietario su Business Manager e da lì creando un matching di dati per la pianificazione.
I progetti più classici si basano quindi su due modalità di lavoro:

creazione di audience calde (utenti già conosciuti) sulle quali pianificare azioni commerciali più spinte. Un modo per fare attività di retargeting, indipendentemente dal pixel, ma semplicemente presupponendo un interesse ampio, manifestato in fase di iscrizione.

Look Alike costruite a partire dal database proprietario. La funzione di creare pubblici simili ha consentito di creare progetti su ipotesi allargate, per il reperimento di nuove audience, non più basate su ipotesi di profilazione, ma su gusti e interessi simili agli utenti già registrati.

Questo è quello che tipicamente è stato fatto da tutti utilizzando le nuove funzionalità di Business Manager.
Ma quali sono quindi i reali vantaggi di agganciare un sistema di marketing automation a Facebook?

Cosa cambia con la marketing automation. 5 nuove idee per Facebook

La marketing automation ha ampliato le possibilità di creare esperienze personalizzate al di fuori delle piattaforme proprietarie per due motivi: ragiona su molte fonti di dati e sceglie autonomamente il contenuto giusto per tipologia di target. Creando segmenti di utenti con comportamenti simili, grazie all’intelligenza artificiale, offre a ciascuno di loro un prodotto in linea con le sue esigenze (se vuoi approfondire il concetto di segmento ne parliamo qui).

Vediamo quindi 5 opportunità nuove che si aprono grazie a questa innovazione:

1) Esportare audience “evolute”: dalla lista ai segmenti

Con la marketing automation non si parla più di liste ma di segmenti, quindi di raggruppamenti, anche composti da filtri complessi e di diversa natura, di utenti simili. Si possono creare delle audience a partire da affinità già riscontrate sulla navigazione del sito web o per comportamento di acquisto e, solo in una fase successiva, incrociarle con Facebook. Questo consente di creare gruppi per inserzioni molto più raffinati e arricchire così anche le campagne di Lookalike.

2) Personalizzare il contenuto sulla base del segmento di appartenenza

L’intelligenza artificiale della piattaforma di marketing automation può estendersi a tutti i canali: la personalizzazione esce dal sito web e approda su tutti i formati disponibili per Facebook. Non è più necessario limitarsi ad immaginare cosa potrebbe piacere ad una certa audience: la tecnologia ci supporterà identificando i contenuti che avranno la maggior probabilità di interessare il segmento di utenti. Il marketing si potrà quindi occupare di analizzare gli insight che ne deriveranno, pensando a come rendere ancora più efficace la strategia.

3) Progettare retargeting evolute

Il retargeting si basa sul riconoscimento utente, non solo sull’ultimo prodotto visto. Significa che la piattaforma di marketing automation sa con chi sta parlando e a partire da questo propone un’esperienza di contenuto in linea con tutta la storia della persona. Il marketing oggi può studiare una customer experience personalizzata su tutti i canali, per esempio impostando scontistiche o logiche premianti basate sugli acquisti precedenti, sulla navigazione completa: in due parole sul segmento di appartenenza.

4) Pensare ed agire in real time

La marketing automation si occuperà autonomamente di far entrare o uscire utenti da un certo segmento e quindi da una certa audience. E’ un’azione che può essere gestita in modo strategico ed in tempo reale, evitando fastidiose situazioni di overlapping (per esempio non appena l’utente ha convertito o per qualche motivo ha cambiato stato o segmento)

5) Marketing predittivo

La personalizzazione può essere così spinta da anticipare i desideri degli utenti. Lavorare con i segmenti della marketing automation, significa utilizzare le informazioni per proporre un contenuto che premia la conversione, perché ha già dati buoni risultati su utenti simili.

Quello che il marketing non farà mai più

Sincronizzare i dati a mano. Nel 2017 è vietato!! 🙂 Oggi grazie alle integrazioni e le API ogni marketer può evitare un faticoso (ed inutile) lavoro manuale per dedicarsi ad attività più interessanti e di valore. A patto di avere uno strumento di analisi e creazione di segmenti adeguato: questa è la marketing automation.