Custom Actions: come sfruttarle al meglio migliorare il vostro tasso di conversione

Ampliare la possibilità di segmentazione dei vostri utenti, anche anonimi, vi permette di attuare strategie di marketing più efficaci

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Nell’affrontare una strategia di personalizzazione efficace dobbiamo sempre considerare come elemento principale la conoscenza dei consumatori, delle loro esigenze, abitudini e gusti. 

Senza la possibilità di segmentare e profilare i nostri utenti in modo preciso, ogni tipo di personalizzazione da noi realizzata all’interno del nostro sito, rischierebbe di portare pochi risultati poiché potrebbe non corrispondere alle effettive esigenze e caratteristiche del nostro utente.

Tanto più quindi saremo in grado di profilare i nostri utenti, anche anonimi, tanto più riusciremo a migliorare i nostri risultati.

Abbiamo di recente scritto di come ad esempio, grazie a form smart e dinamici, sia possibile raccogliere una serie di informazioni esplicite dei nostri utenti permettendoci di immagazzinare questo dato legandolo ad uno specifico utente e personalizzandone quindi l’esperienza.
Se volete approfondire questa tematica vi consigliamo di leggere questo articolo:
Come profilare al meglio i tuoi utenti grazie a Form smart e dinamici.

Nel corso di questo articolo vedremo invece come sia possibile usare le custom actions per rendere ancor più efficace la nostra strategia di marketing personalization.

Cosa sono le Custom Actions

Le Custom Actions sono tutte le azioni esplicite, più semplicemente potremmo definirle i “click”, che ogni utente compie all’interno di un sito.

Vediamo insieme alcuni esempi di azioni tracciabili:

  • Selezione di un filtro
  • Inserimento di un campo all’interno di un form
  • Click su CTA
  • Avvio della visione di un video
  • etc.

Grazie ad esse possiamo quindi tracciare una serie di azioni compiute dall’utente all’interno delle pagine del nostro sito.

Come è possibile sfruttarle

I campi di applicazione sono moltissimi e ampliano in modo enorme la possibilità di segmentare i nostri utenti, anche anonimi.

Le informazioni esplicite che l’utente ci lascia ci permetteranno di personalizzarne l’esperienza al meglio sia durante la sessione che l’utente ha in corso che durante le successive. 

Vediamo insieme un esempio concreto di come tutto ciò possa essere sfruttato.

Un esempio

Navigando la pagina di categoria di un sito di prodotti beauty il nostro utente anonimo (o anche registrato) avrà la possibilità di selezionare i seguenti filtri.

custom actions filtri

I filtri di selezione ci possono dire moltissimo circa le caratteristiche della nostra consumatrice; nel caso specifico grazie ad una sua selezione potremo sapere che lunghezza e tipologia di capello abbia e questo ci permetterà di poterle mostrare i prodotti o contenuti che più si adattino alle sue esigenze, sia durante la navigazione sul sito che in un eventuale reingaggio qualora avessimo la possibilità, da utente registrata, di inviarle delle comunicazioni.

Immaginate infatti come, una volta raccolta questa informazione, potremmo mostrare a questa cliente mentre naviga, o quando tornerà sul nostro sito, prodotti o articoli del blog dedicati al suo tipo di capello, piuttosto che video tutorial che spieghino esattamente come risolvere la problematica esplicitata durante la sua ricerca o selezione.

Grazie ai dati raccolti in questa fase potremmo personalizzare anche i messaggi da mostrare alla singola consumatrice e sfruttare quindi questa informazione per proporre una navigazione contestuale più rilevante e che aumenti le probabilità di conversione. Potremmo infatti ad esempio contestualizzare e personalizzare uno sconto per un primo acquisto legandolo alla categoria di prodotto specifica selezionata dalla consumatrice. 

Questa informazione potrebbe inoltre essere anche incrociata con eventuali ricerche effettuare attraverso il motore di ricerca interno, permettendo quindi una segmentazione della nostra consumatrice ancora più precisa. Se volete approfondire questo aspetto vi consigliamo di leggere il nostro articolo: Come il motore di ricerca del tuo sito può migliorare i tuoi risultati

Tornando al nostro esempio, supponiamo che la nostra consumatrice abbia selezionato la categoria di capello lunga.

Il nostro obiettivo di conversione si potrebbe strutturare in diverse fasi:

  1. puntare alla registrazione, proponendo a questa consumatrice di scaricare una guida dedicata a come trattare e come effettuare lo styling di un capello lungo.
  2. accelerare il funnel di conversione suggerendo i prodotti migliori per il capello lungo e stressando, a livello comunicativo, questo aspetto. Potremo infatti mostrare ad esempio le piastre per capelli più efficaci su tale tipo di capello.
  3. riconoscere questa utente nel corso delle visite successive e continuare la personalizzazione in tal senso. Questo ci permetterà di risultare per lei maggiormente rilevanti ed aumentare quindi le probabilità di conversione.

 

Se volete scoprire di più su come sfuttare al meglio le custom actions per migliorare i vostri risultati contattateci e un nostro esperto sarà a vostra disposizione.

 

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